C.F.P. Lepido Rocco

Migrazioni

Per "migrazione" s'intende lo spostamento considerevole di popolazioni dalle zone d’origine ad altre a maggior sviluppo economico.


Vedi nota della Polizia di Stato sul Permesso di soggiorno CE per i residenti stranieri in Italia da oltre 5 anni. Vedi Leggi e Decreti sull'immigrazione. Vedi anche il sito del Governo. Vedi il sito di Anolf (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere, promossa e sostenuta dalla CISL: associazione di volontariato senza scopo di lucro per l’inserimento degli immigrati nella società italiana); Documento in PDF relativo al Minimaster per accompagantori sociali sul tema "Inclusione sociale nei processi d'immigrazione" tenuto a Treviso nel periodo gennaio-marzo 2008 promosso da Anolf Cisl, Cooperativa Hilal e Fondazione Cassamarca. 
Vedi  il sito web dell'Anolf di Treviso. Vedi il sito dell'Osservatorio Regionale Immigrazione.
Vedi il sito di MigraValue. Vedi il documento della Cooperativa Servire "Quale scuola per adolescenti stranieri"  elaborato per il corso di aggiornamento insegnanti della Scuola Lepido Rocco del  9 settembre 2010 sul tema "Percorsi d'integrazione sociale e formativa degli allievi immigrati". Vedi la Bibliografia e la Videoteca utili sul tema dell'immigrazione e della formazione dei giovani stranieri.Vedi pagina web del Ministero dell'Interno. Vedi pagina web del Ministero del Lavoro.

Vedi "Dichiarazione di valore" per i titoli studio acquisiti in un Paese estero. Vedi il sito "Studiare in Italia" del MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca scientifica).

Scheda tematica


Argomenti della scheda tematica:

- Migrazioni nella storia dell'umanità e problematiche italiane
- Ingresso e soggiorno dei lavoratori comunitari
- Ingresso e soggiorno dei lavoratori extracomunitari
- Le nuove regole per gli stranieri già presenti in Italia
- Ingressi dall'estero: Autorizzazioni al lavoro
- Prestazione di garanzia (art. 23 T.U. D.Lgs.)
- Ingressi dall'estero per attività nel settore dello spettacolo
- Esercizio di attività professionali in ambito sanitario
- Procedura per il riconoscimento di un titolo di studio conseguito all'estero

Migrazioni nella storia dell'umanità e problematiche italiane:

Alla fine del XX secolo le migrazioni dalle sponde meridionali del Mediterraneo, dall’Asia, dall’Africa (Terzo Mondo) e dai Paesi dell’Est Europa verso Paesi dell’Unione Europea, compresi quelli, come l’Italia, che hanno esportato manodopera fino alla seconda metà del Novecento, ha dato origine ad un vero e proprio nuovo fenomeno sociale. La compresenza, a livello globale, di sviluppo e sottosviluppo, di differenze demografiche, di diverse condizioni ambientali, di un’economia mondiale diseguale ed interdipendente, favoriscono le migrazioni e la necessità di organizzare strategie d’integrazione socio-culturale e nuove politiche di cittadinanza. Tuttavia, il fenomeno delle migrazioni nell’Unione Europea, anche sommando i flussi del Terzo Mondo con quelli dell’Est europeo (a partire dalla caduta del Muro di Berlino del 1989), rimane inferiore a quello che ha caratterizzato l’800 e che ha visto le popolazioni europee trasferirsi nei continenti americani e dell’Australia per riequilibrare la crescita demografica con la disponibilità di posti di lavoro.
Si parla di migrazioni interne quando riguardano popolazioni all’interno dello stesso Stato e di migrazioni esterne (interstatali o intercontinentali) se valicano i confini dello Stato o del continente. Nell’ambito delle migrazioni si possono distinguere due distinti momenti: l’emigrazione, vale a dire l’abbandono dell’ambiente di origine, e l’immigrazione, cioè l’inserimento nella società di arrivo. Rispetto alla forma si dividono in  assistite o libere, mentre riguardo alla durata si distinguono in definitive e temporanee e queste ultime in occasionali e periodiche. Le migrazioni possono essere anche volontarie o coattive. Le prime dipendono dal libero arbitrio determinato dal desiderio di vivere una vita migliore da un’altra parte. Le seconde dipendono da una situazione impositiva (di un’autorità o di circostanze naturali). I motivi che sottendono alle migrazioni sono economici o politico-sociali, religiosi, geografici, biologici o propagandistici. Le cause economiche risiedono nell’insufficienza dei mezzi di sussistenza per carenza di lavoro o per esiguità di reddito. I fattori biologici interessano sia le cause adattive, vale a dire dipendenti dal mancato adattamento degli individui al loro ambiente primitivo e dal loro preadattamento ad un ambiente sociale o fisico diverso (cause intrinseche), che le cause estrinseche legate ad agenti epidemiologici ed endemici. La propaganda, infine, si alimenta sia dalla speranza di migliori condizioni di vita, sia dallo spirito di avventura e dalle attitudini migratorie dei singoli e dei gruppi.
Le migrazioni hanno sempre rappresentato un fattore di sviluppo e di evoluzione delle civiltà. L’intera storia dell’umanità è caratterizzata dal fenomeno migratorio. Nella preistoria, in un’epoca stimata attorno a sessantamila anni fa, partendo dall’Africa sub-sahariana, le popolazioni primitive iniziarono un lento ed incessante processo migratorio che ha portato progressivamente all’intera colonizzazione umana della terra. Le migrazioni dell’Evo antico e dell’età di mezzo sono state caratterizzate dal nomadismo lungo le vie di terra e nei trasferimenti marittimi che hanno originato le colonie. L’esempio più imponente è dato da quell’insieme di spostamenti definito come “invasioni barbariche” (dal II° secolo a.C. all’ XIII° secolo d.C.). In epoche più recenti, ai fattori climatici e naturali (inaridimento dei pascoli, calamità atmosferiche, carestie) si sono aggiunte nuove cause: l’intensificazione del commercio delle popolazioni marittime, le guerre, le grandi scoperte geografiche dell’età moderna, a partire dalla scoperta dell’America. In epoca moderna, i movimenti migratori dall’Europa alle Americhe che hanno interessato milioni di persone, soprattutto nel primo e nel secondo dopoguerra,  sono stati il risultato di tre fattori: la rapida espansione demografica, il ritardato sviluppo industriale che non consentiva un adeguato assorbimento occupazionale (soprattutto in Paesi come l’Italia), la grande disponibilità di risorse naturali e lo scarso numero di abitanti dei Paesi di destinazione. A partire dagli anni ’70 del secolo scorso, il flusso migratorio nei confronti degli Stati Uniti ha subìto un cambiamento qualitativo rilevante: la componente più dinamica è stata quella degli scienziati, dei tecnici e dei professionisti. A tale riguardo si è parlato di “migrazione di cervelli”. Gli anni più recenti hanno visto un rallentamento di questo particolare flusso migratorio. 
L’emigrazione e l’immigrazione hanno interessato profondamente l’Italia. Il censimento generale del 1861 attestò la presenza di cospicue colonie di italiani in Europa, nel bacino mediterraneo e nelle Americhe. Successivamente la nostra emigrazione ha assunto un carattere di massa corrispondente ad un flusso medio annuo dell’ 1,5-2% rispetto alla popolazione fino al 1915. Sospesa nel periodo della prima guerra mondiale, l’emigrazione è ripresa negli anni successivi per diminuire in seguito alla politica restrittiva degli Stati Uniti e bloccarsi nel periodo del secondo conflitto bellico mondiale se non verso Paesi europei (specialmente Germania). Nel secondo dopoguerra il governo italiano, attraverso un’intensa attività diplomatica, ha favorito l’emigrazione a carattere sia permanente che temporaneo. La prima fase di tali emigrazioni è stata caratterizzata dalla ripresa delle tradizionali mete transoceaniche (Stati Uniti, Canada, Australia). A partire dagli anni ’60 l’emigrazione più consistente ha interesssato i Paesi europei più industrializzati come la Germania e la Svizzera. Verso il 1970, in seguito alle ristrutturazioni interessanti anche questi Paesi, sono iniziati i rientri e nel 1973 si è registrata la prima eccedenza di rimpatri rispetto agli espatri. A partire dagli anni ’80, infine, il flusso migratorio italiano si è decisamente invertito e l’Italia è divenuto un Paese di immigrazione. All’inizio si è trattato solo di un modesto flusso di pescatori e braccianti tunisini sulle coste della Sicilia. Dalla fine degli anni ’80 il flusso migratorio si è fatto massiccio interessando inizialmente persone provenienti dall’area nordafricana del Magrebh (soprattutto dal Marocco) e dell’Africa occidentale (soprattutto dal Senegal e dalla Nigeria). A partire dagli anni ’90, l’apertura dei confini dell’Est europeo ha favorito l’immigrazione da quest’area, talvolta clandestina, causata sia da motivi economici (soprattutto dalla Romania e dall’Albania) che dall’esigenza di sfuggire ai conflitti in atto in quelle regioni (Bosnia, Kossovo). Contemporaneamente si è intensificato il flusso proveniente dall’Asia (soprattutto dalle Filippine e dalla Cina). Nel 2001 gli stranieri presenti in Italia con regolare permesso di soggiorno erano circa 1,3 milioni provenienti per il 40% da altri Paesi europei, per il 30% dall’Africa e per il 20% dall’Asia. Una quota di circa 158.000 sono giunti dalle Americhe, in particolare dagli Stati Uniti, dal Perù, dal Brasile, dall’Argentina. Fra questi ultimi si contano numerose persone che hanno potuto giovarsi del diritto di rimpatrio garantito dalla doppia cittadinanza.  A questi vanno ad aggiungersi gli immigrati clandestini quantificabili in diverse centinaia di migliaia.
Il fenomeno migratorio genera reazioni in serie nei Paesi di emigrazione e di immigrazione. Sul piano demografico le conseguenze vanno considerate riguardo alla composizione per classi di età e per sessi. Gli emigranti prevalgono nelle età riproduttive (15-45 anni) e l’elemento maschile in genere prevale; sussiste equilibrio quando l’emigrazione procede per nuclei familiari. Secondo la teoria maggiormente accreditata in Europa l’emigrazione impedirebbe un incremento eccessivo della popolazione, mentre l’immigrazione stimolerebbe lo sviluppo demografico altrimenti troppo lento. Gli effetti economici delle migrazioni s’inseriscono in un quadro di costi-benefici normalmente positivi sia per i Paesi e per le popolazioni di emigrazione (minor onere di mantenimento di popolazione senza occupazione, rimesse dall’estero dei parenti emigrati, espansione dei consumi per effetto delle rimesse stesse), che per i Paesi e le popolazioni di immigrazione (incremento di reddito per un più intenso sfruttamento delle risorse del Paese). Una congiuntura favorevole scoraggia l’emigrazione ed incoraggia l’immigrazione. Anche se il lavoratore immigrato viene assimilato al lavoratore nazionale sul piano salariale, la sua presenza pone alcuni problemi di natura sindacale per effetto della sua maggior disponibilità a prestare lavoro ad un prezzo inferiore ed a condizioni più modeste. Ciò viene normalmente superato in quanto all’immigrato viene riservato il lavoro più penoso, a bassa qualificazione e peggio pagato (quel lavoro, cioè, che il lavoratore nazionale non è più disposto a fare). Sul piano culturale le migrazioni sono particolarmente proficue in quanto generano quel multiculturalismo che ha sempre fatto progredire l’umanità. Connesso a ciò è il problema dell’assimilazione o dell’integrazione degli immigrati. Gli effetti politico-sociali delle migrazioni sono correlati alle cause generanti l’emigrazione. Se, ad esempio, essa è nata da una esigenza di maggior libertà, questo sentimento si trasferirà nelle nuove aree d’emigrazione; se, diversamente, nasce soltanto da moventi economici, si svilupperà maggiormente una cultura imprenditoriale e affaristico-mercantile.
Le ragioni del subentro del lavoro immigrato in importanti comparti della produzione e dei servizi assistenziali risiedono nel declino demografico, nella diminuzione dei lavoratori giovani, nella diminuzione della popolazione in età lavorativa, nell’aumento degli anziani, nell’incremento del reddito, nel miglioramento della qualità della vita e della scolarizzazione dei cittadini veneti. All’aumento dei flussi si accompagna la progressiva stabilizzazione sul territorio della popolazione immigrata di cui sono indicatori le presenze dei minori e delle donne.
La popolazione d’immigrati è policentrica, con un costante aumento dell´immigrazione dall´Europa orientale. Mediamente, su 10 immigrati 4 provengono dall’Est Europa e dai Balcani, 3 dall’Africa (soprattutto magrebina), 2 dall’Asia e uno dall’America Latina.
La propensione all'assunzione di lavoratori extracomunitari nell’area di riferimento rileva che su una previsione di diverse nuove assunzioni quelle "accessibili" ai lavoratori immigrati sono concentrate prevalentemente nel settore manifatturiero (60%) e nelle costruzioni in attività non qualificate (operai generici) che non richiedono esperienza; non vi è quindi concorrenzialità diretta tra manodopera locale e manodopera extracomunitaria, ma piuttosto la seconda si dimostra addizionale alla prima. Permane il "pregiudizio" che esclude il lavoratore extracomunitario dai servizi che implicano un rapporto diretto con il pubblico nella convinzione che in tali ambiti il lavoratore straniero sia deleterio per l'immagine dell'attività. A differenza di quanto accade negli altri paesi dell’Unione Europea è quasi inesistente la propensione ad assumere lavoratori extracomunitari per qualifiche elevate o profili intellettuali.
Le amministrazioni locali sono chiamate ad attrezzarsi al meglio per governare i processi d’integrazione. Occorrerà operare avendo chiara la mappa dei soggetti che operano nel privato sociale, prima parte del progetto per la creazione di una rete per l’immigrazione.
Obiettivo delle politiche regionali e locali è prioritariamente la facilitazione del reperimento di alloggi, la formazione, l’educazione, principalmente verso l’apprendimento della lingua italiana, l’informazione. Occorrerà favorire l’attivazione di luoghi d’incontro per le associazioni di stranieri, che oggi si sentono pronte ad essere interlocutori diretti con le istituzioni. A tale riguardo, ciò che si avverte è la mancanza di associazioni che si occupano degli immigrati provenienti dai Paesi dell’Est Europa; carenti sono le realtà associative che rappresentano questa nuova immigrazione che sarà legata anche ai processi di allargamento dell’Unione Europea. Occorrerà superare la logica delle quote e promuovere, invece, politiche di ricerca, là dove ci sono disponibilità di manodopera, attraverso una selezione e una prima formazione in loco, e la raccolta di queste energie avendo preconcordato, secondo prassi di concertazione territoriale, con gli enti locali, con i sindaci, con le associazioni, le opportunità per un radicamento integrato e positivo degli immigrati.
La natura altamente flessibile e dinamica dell'immigrazione moderna, il suo continuo riassestarsi aggirando i vari divieti e le politiche di programmazione nazionale e regionale, tendono inevitabilmente ad esaltare la scarsa cooperazione interamministrativa e ad incidere ulteriormente sulla debolezza delle strutture nazionali e locali.
Di fronte a tale realtà sociale, è necessario porre in essere azioni mirate per poter gestire la fase di trasformazione strutturale che interessa il territorio del portogruarese. Il governo dei processi posti, dei flussi migratori verso i Paesi sviluppati, non può essere in nessun modo separato dalle politiche di cooperazione e di sviluppo che si dovrebbero svolgere in queste nazioni. Al contrario, la cooperazione è indispensabile per realizzare nelle nostre città positivi risultati delle politiche di inclusione.
Occorre acquisire la convinzione che non possono sussistere garanzie per il singolo cittadino o per la comunità locale se non si affermano i valori della pace, della solidarietà e del rispetto e, in questo contesto, diviene necessario operare affinché al concetto di interventi assistenziali, si sostituiscano programmi basati sul principio della sussidiarietà. A tal fine, si tratta di costruire accordi di cooperazione, interscambio tra soggetti attivi e amministrazioni che abbiano la possibilità di svolgere azioni coordinate, integrando le rispettive competenze. La cooperazione può svolgere un ruolo sicuramente importante nel fornire risposte concrete ai difficili problemi connessi alla presenza di cittadini extracomunitari nel territorio.
A fronte delle complesse problematiche riguardanti il fenomeno migratorio che rappresenta anche nel territorio portogruarese un dato strutturale, le Amministrazioni comunali sono impegnate in una serie di attività ed iniziative volte a concorrere, unitamente alla Regione del Veneto, all’Amministrazione provinciale, ad enti e organismi e alle parti sociali, al governo dei flussi migratori nel territorio: le amministrazioni comunali devono farsi carico del rapporto con le istituzioni scolastiche e con le associazioni del terzo settore presenti nel territorio per la promozione di servizi nei confronti della popolazione immigrata.

Ingresso e soggiorno dei lavoratori comunitari:


Dal 1° gennaio 2007 l'Unione europea si compone di 27 Stati membri. Ai 25 Stati già membri dell’Unione Europea (Italia, Germania, Francia, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Regno Unito, Irlanda, Austria, Spagna, Portogallo, Grecia, Danimarca, Svezia, Finlandia, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, Estonia. Lettonia, Lituania, Malta e Cipro), si sono, infatti, aggiunti la Romania e la Bulgaria. Tutti i cittadini dell’Unione Europea hanno diritto di libera circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati membri, salvo le limitazioni derivanti dalle disposizioni in materia penale ed a tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza interna. A decorrere dal 1° gennaio 2007 sono, quindi, cessati gli effetti dei provvedimenti di espulsione adottati nei confronti dei cittadini rumeni e bulgari, salvo appunto quelli motivati per ragioni di ordine e sicurezza pubblica o di sanità pubblica (circolare congiunta del Ministero della Solidarietà Sociale e del Ministero dell’Interno n. 2 del 28 dicembre 2006). Nei confronti dei cittadini comunitari non si applicano le disposizioni del Testo unico sull’immigrazione, ma trovano applicazione le norme contenute nel Decreto Legislativo n. 30 del 6 febbraio 2007 (pubblicato sulla GU n. 72 del 27.03.2007), con cui è stata data attuazione alla Direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Disposizioni attuative del nuovo decreto sono state impartite con la circolare del Ministero dell’Interno n. 19 del 6 aprile 2007, consultabile all’indirizzo www.interno.it Vedi anche "Immigrazione" nel sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ingresso e soggiorno di lavoratori extracomunitari:

L'accesso al mercato del lavoro in Italia è possibile in due modi:
- direttamente in Italia se già in possesso di regolare permesso di soggiorno e di determinati requisiti previsti dalla legge;
- dall'estero nell’ambito delle quote d’ingresso annualmente stabilite con i decreti sui flussi adottati dal Governo, salvo casi particolari di ingresso al di fuori delle quote.
Vedi  nel sito del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale: 1.
Assunzione di lavoratori extracomunitari dall'estero (Casi particolari di ingressi di lavoratori extracomunitari al di fuori delle quote); 2. Assunzione di lavoratori extracomunitari già presenti in Italia con regolare permesso di soggiorno (Conversione in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro del permesso di soggiorno rilasciato per motivi di studio o per lavoro stagionale; Comunicazioni obbligatorie in caso di assunzione di lavoratore non comunitario regolarmente soggiornante in Italia); 3. Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo  (Decreto Legislativo n. 3/2007)

Le nuove regole per gli stranieri già presenti in Italia:

Per poter lavorare (o essere iscritti alle liste di disoccupazione) occorre avere permesso di soggiorno rilasciato per uno dei seguenti motivi:
- lavoro subordinato, 
- iscrizione liste collocamento/disoccupazione, 
- lavoro autonomo, 
- famiglia- motivi familiari-ricongiugimento/coesione familiare, 
- asilo politico, 
- protezione sociale, 
- studio e formazione professionale (in questo caso si può lavorare solo 20 ore max alla settimana e 1.040 ore max all'anno), 
- attesa occupazione, 
- inserimento lavorativo
In caso di assunzione, il datore di lavoro la deve comunicare, entro 5 giorni, sul modello "c/assunzione" (C/ASS), al Centro per l'Impiego competente in base alla sede del luogo in cui si instaura il rapporto di lavoro. Al C/ASS deve essere allegata la fotocopia del permesso di soggiorno. Se il permesso di soggiorno è scaduto ed è stato richiesto il rinnovo, al C/ASS è possibile allegare la fotocopia della ricevuta della richiesta di rinnovo, ma entro 30 giorni bisogna portare al Centro per l'Impiego il permesso di soggiorno rinnovato. Dopo questo termine il Centro per l'Impiego segnala il caso alla Questura e alla Direzione Provinciale del Lavoro. Se l'assunzione avviene nell'ambito dei servizi domestici presso privati la comunicazione non deve essere fatta al Centro per l'Impiego ma all'I.N.P.S., sul modello LD/O9. Non esiste più l'obbligo dell'orario minimo settimanale non inferiore alle 24 ore (Circ. Minlavoro 55/2000).
Per il rinnovo del permesso di soggiorno, quando si ha un'attività lavorativa in corso, alla Questura deve essere portata la fotocopia del mod. C/ASS o del mod. LD/09.
Chi si è "regolarizzato" con il D.P.C.M. 16.10.98 può lavorare ed essere assunto anche se ha ancora solo la ricevuta di richiesta del permesso di soggiorno. Questo in attesa che le Questure completino a livello nazionale la consegna dei permessi di soggiorno.
Non si può invece lavorare se il motivo del permesso di soggiorno è:
- turismo, 
- motivi religiosi, 
- cure mediche, 
- minore età, 
- richiesta asilo politico, 
- affari, 
- giustizia,
E' però possibile chiedere la conversione del permesso di soggiorno.
La conversione del motivo del permesso di soggiorno si richiede alla Questura ed è subordinata al limite di quote annue previste (art. 39 del D.P.R. 394/99). La disponibilità di posti per la conversione deve essere attestata dalla Direzione Provinciale del Lavoro su apposita modulistica. La conversione è possibile solo con permesso di soggiorno in corso di validità (Circ. 56/2000).
I permessi di soggiorno che non permettono di svolgere attività lavorativa possono essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro autonomo o stagionale. I permessi di soggiorno per studio possono essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, anche stagionale e lavoro autonomo. I permessi di soggiorno per lavoro stagionale, rilasciati quest'anno a chi è rientrato nello Stato di provenienza dopo aver avuto un rapporto di lavoro stagionale lo scorso anno ed ha esercitato il diritto di precedenza, possono essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato e lavoro autonomo. Se invece si tratta del primo ingresso, con il permesso di soggiorno per lavoro stagionale si può lavorare solo alle dipendenze del datore di lavoro che ha richiesto l'autorizzazione al lavoro, e al termine del rapporto di lavoro si deve tornare in Patria, per usufruire del diritto di precedenza l'anno successivo.

Ingressi dall'estero - Autorizzazioni al lavoro:

La gestione dei flussi di ingresso per lavoro e il rilascio delle autorizzazioni al lavoro sono di competenza del Ministero del Lavoro.
I datori di lavoro, aziende e privati, interessati ad assumere lavoratori extracomunitari ancora residenti all'estero, per lavoro subordinato, a tempo determinato ed indeterminato, e per lavoro stagionale, devono presentare la richiesta di autorizzazione al lavoro alla Direzione Provinciale del Lavoro.
Per il lavoro stagionale la richiesta può essere presentata dalle Associazioni di Categoria, per conto degli associati.
Gli ingressi dall'estero devono rientrare nelle quote annue stabilite con Decreto del Presidente del Consiglio per lavoro subordinato, a tempo determinato e indeterminato, lavoro autonomo e lavoro stagionale.
Con la Circolare 55/00 del 28 luglio 2000, il Ministero del Lavoro ha inoltre fornito nuove disposizioni relative agli ingressi dall'estero per lavoro. La richiesta deve soddisfare i requisiti di capacità economica ed esigenza d'impresa, per le aziende, mentre per i privati il reddito familiare (anche cumulativo dei redditi dei parenti di 1° grado non conviventi) diversifica da provincia a provincia ed a seconda che sia per assunzioni a tempo pieno o per assunzioni part-time. E' inoltre sempre indispensabile offrire una adeguata sistemazione abitativa.
E' previsto il rilascio dell'autorizzazione al lavoro sia per richiesta nominativa, sia per richieste di personale iscritto all'anagrafe informatizzata dei lavoratori extracomunitari prevista dall'art.33 D.P.R. 394/99. Attualmente è in fase sperimentale presso il Ministero del Lavoro la banca dati dei lavoratori albanesi (Circ. M.P.L.S. 27.7.00).
Non è più previsto il rilascio di autorizzazioni al lavoro per categorie di lavoratori già in Italia (per studio, ad esempio). L'obbligo di permanenza nella qualifica di assunzione e la validità biennale per l'autorizzazione al lavoro sono superati. La qualifica dei lavoratori richiesti deve essere documentata alla D.P.L. al momento della richiesta di autorizzazione al lavoro.
È consentito il rilascio di autorizzazione al lavoro anche per occupazioni part-time, purchè sia garantito un reddito di almeno 850.000 mensili al lavoratore. Questo vale anche per il lavoro domestico. Inoltre, sempre per il settore domestico è ora possibile instaurare anche rapporti a tempo determinato, compatibilmente con la normativa vigente.
L'utilizzo diverso di lavoratori richiesti dall'estero per lavoro domestico comporta la revoca dell'autorizzazione.
Alla cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve restituire il libretto di lavoro alla D.P.L. e entro 5 giorni comunicare la cessazione al Centro per l'Impiego e all'I.N.P.S.
Da ricordare, in seguito al telegramma del Ministero degli Affari Esteri del 9.3.2000, che la presenza in Italia o in ambito Schengen del cittadino extracomunitario non è più di ostacolo all'esito favorevole della richiesta di autorizzazione al lavoro per ingresso dall'estero.

Prestazione di Garanzia (art. 23 T.U. D.Lgs.):

Consiste nella possibilità, offerta a cittadini italiani e stranieri (con permesso di soggiorno di durata non inferiore all'anno), associazioni professionali e sindacali, enti ed associazioni di volontariato, regioni ed enti locali, comunità montane e loro consorzi od associazioni, di ottenere dalla Questura l'autorizzazione all'ingresso in Italia di cittadini extracomunitari, garantendone l'ospitalità ed il mantenimento. Agli immigrati entrati in Italia per mezzo di questo dispositivo viene rilasciato un permesso di soggiorno della durata di un anno per ricerca lavoro. L'iscrizione nelle liste di disoccupazione ed il successivo avviamento al lavoro sono consentiti, in questi casi, anche con la ricevuta di richiesta del permesso di soggiorno.

Ingressi dall'estero per attività nel settore dello spettacolo:

L'autorizzazione al lavoro per ingressi dall'estero relativa al settore dello spettacolo non rientra nelle quote di flussi d'ingresso previsti annualmente .
I lavoratori così assunti non possono successivamente cambiare settore di appartenenza e qualifica. L'autorizzazione non può essere rilasciata per un periodo superiore a 6 mesi. La relativa proroga non deve superare 6 mesi. Le richieste di autorizzazione al lavoro devono essere inoltrate al
- Ministero del Lavoro - Direzione Generale per l'Impiego 
- Segreteria Collocamento Spettacolo - Via Fornovo 8 - 00193 ROMA
mentre per le richieste di proroga bisogna rivolgersi alla Direzione Provinciale del Lavoro competente. Non vengono accolte le richieste di autorizzazione per qualifiche a scarso contenuto professionale, salvo in caso di particolari necessità o esigenze.

Esercizio di attività professionali in ambito sanitario:

Si riepilogano di seguito i contenuti della Circolare del Ministero della Sanità datata 12/04/2000, avente per oggetto: "Cittadini stranieri non comunitari - Riconoscimento titoli professionali dell'area sanitaria conseguiti all'estero. Autorizzazione all'esercizio professionale", cui si rimanda per ulteriore approfondimento:
- Cittadini stranieri non comunitari con titolo professionale conseguito in Italia: è possibile l' iscrizione a ordini e collegi professionali;
- Cittadini stranieri non comunitari con titolo professionale conseguito o riconosciuto in paesi dell'Unione Europea: deve essere presentata apposita domanda al Ministero della Sanità per il riconoscimento del titolo, che può avvenire previo superamento di misura compensativa;
- Cittadini stranieri non comunitari con titoli professionali conseguiti in paese terzo: la procedura è analoga sia per i regolarmenti presenti in Italia, che per i residenti all'estero e il riconoscimento del titolo va richiesto al Ministero della Sanità.
Chi è entrato in Italia dopo il 27 marzo 1998 può iscriversi agli albi e ai collegi professionali oppure ottenere il riconoscimento del titolo professionale solo nell'ambito delle quote previste annualmente.
Per gli ingressi dall'estero il riconoscimento dei titoli abilitanti deve essere richiesto prima della richiesta di autorizzazione al lavoro o della prestazione di garanzia.
In generale, i cittadini stranieri non comunitari già in Italia possono chiedere il riconoscimento del titolo abilitante all'esercizio professionale al Ministero della Sanità sia direttamente che tramite il datore di lavoro; i residenti all'estero possono richiederlo direttamente, oppure tramite le Rappresentanze Diplomatiche Italiane, lo "Sponsor" o il datore di lavoro.
Ai fini dell'assunzione, le disposizioni sono le seguenti: 
- le strutture sanitarie private possono assumere cittadini stranieri non comunitari, iscritti agli albi professionali, con contratto di diritto privato;
- le strutture sanitarie pubbliche non possono assumere cittadini stranieri non comunitari in ruolo, per il problema della cittadinanza; possono però inserirli con contratti di diritto privato a tempo determinato non superiore alla durata del permesso di soggiorno, per posti resi disponibili in organico.
Qualunque struttura sanitaria, pubblica o privata, deve comunicare entro 3 giorni al Ministero della Sanità l'inserimento di cittadini stranieri non comunitari.
Per ulteriori informazioni:
- Direzione Provinciale del Lavoro
- Servizio Ispezione del Lavoro
- Questura di Venezia (Ufficio Stranieri) 

Procedura per il riconoscimento di un titolo di studio conseguito all’estero

I titoli di studio conseguiti all’estero, sia nell’Unione Europea che fuori da essa, hanno validità in Italia soltanto se si ottiene il riconoscimento delle autorità competenti. La procedura di riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero è lunga e complessa, al punto che molti stranieri preferiscono riprendere gli studi in Italia e conseguire un diploma italiano. Esistono procedure e denominazioni diverse, il cui significato viene spesso confuso:
Dichiarazione di valore
È un attestato redatto esclusivamente dalle Rappresentanze Italiane (Ambasciata, Autorità consolari) competenti sul territorio in cui il titolo è stato conseguito, con cui vengono definiti: la validità del titolo, la durata degli studi effettuati per conseguire quel determinato diploma, la facoltà a cui dà accesso, ecc. Qualora il richiedente si trovi già in Italia può richiederlo tramite la sua Ambasciata o scrivendo direttamente al Consolato Italiano. La dichiarazione di valore viene richiesta per qualsiasi certificato scolastico straniero di qualsiasi livello per consentire il proseguimento degli studi in Italia (clicca anche il link sulla dichiarazione di valore a cura del Ministero dell'Istruzione).
Corrispondenza di titolo
La corrispondenza di titolo di studio conseguito all’estero è un certificato attestante il livello degli studi compiuti. Può essere utilizzata per l’iscrizione alle liste di collocamento, all’albo dei rappresentanti di commercio o dell’impiego nel settore privato. Si può ottenere sia per i titoli di studio a livello secondario che per i titoli di studio a livello universitario. L’ente in questione si limita a determinare il livello degli studi raggiunto dagli interessati, senza entrare nel merito dei contenuti culturali e professionali.
Equipollenza
Si riferisce al riconoscimento dei titoli finali e intermedi della scuola media secondaria superiore conseguiti esclusivamente da cittadini italiani che risiedono all’estero per motivi fondati.
Equivalenza
La legge italiana stabilisce che i titoli accademici conseguiti all’estero non hanno valore legale in Italia, pertanto i loro possessori italiani o stranieri non sono autorizzati in Italia né a proseguire gli studi accademici né ad esercitare specifiche professioni; possono semplicemente utilizzarli per chiedere l’equivalenza con i corrispondenti titoli italiani. La legge attribuisce alle autorità accademiche italiane, in base all’autonomia di ciascuna Università, la facoltà di valutare ogni caso singolarmente per verificare l’eventuale corrispondenza degli studi effettuati con il nostro sistema di istruzione superiore. Se la richiesta è corredata dalla documentazione prevista le autorità accademiche possono dichiarare l’equivalenza, a tutti gli effetti, del titolo accademico estero con quello corrispondente italiano, oppure riconoscere i corsi disciplinari corrispondenti a quelli italiani, indicando gli altri esami da sostenere. In tal caso l’interessato dovrà iscriversi ad un anno intermedio della facoltà italiana per completare la laurea e quindi svolgere una professione. Va tuttavia considerato che lo svolgimento di molte professioni è condizionato dal rapporto di reciprocità con il paese di provenienza. Solo i rifugiati politici riconosciuti in base alla Convenzione di Ginevra e i cittadini dell’Unione Europea sono esentati dal regime di reciprocità.
Traduzione giurata
È una traduzione del titolo di studio resa ufficiale attraverso un giuramento che viene prestato presso il Tribunale. La traduzione giurata del titolo di studio serve per dimostrare che il cittadino straniero ha raggiunto un livello di scolarità pari alla licenza di scuola media (almeno 9 anni di scuola), riconoscibile ai fini della prosecuzione negli studi. La traduzione giurata rappresenta la via più breve per l’iscrizione presso una scuola o presso un ente di formazione professionale.

Allegati:

Centri Territoriali Permanenti (per la preparazione e l'esame di lingua italiana livello A2)

Test di lingua italiana livello A2

 

 

FORMAZIONE FORMATORI

Intervento formativo del dr. Sandro Silvestri (USP Treviso) su "Integrazione nel sistema scolastico degli allievi con disabilità certificata" (6 luglio 2010) - Allegati 1 e 2 - Allegato 3 (Vedi anche "Disabilità).

Documento "Quale scuola per adolescenti stranieri" elaborato dalla Cooperativa Servire a supporto dell'intervento di formazione su "Percorsi d'integrazione sociale e formativa degli allievi immigrati" del 9 settembre 2010 (vedi anche "Migrazioni" nell'area "I temi della formazione").

SERVIZI FAMIGLIE IMMIGRATE

Vedi lo sportello informativo di Anolf Treviso - Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere (chi s'iscrive alla mailing list riceverà gli aggiornamenti riguardanti i cittadini immigrati).

Vedi la pagina "Migrazioni".

PROGETTI IN PARTENARIATO

PROGETTO CASETTA DOMOTICA

E' in corso di realizzazione il Progetto "Casetta Domotica" che vede coinvolti gli allievi del 4° anno di specializzazione per "Tecnico elettronico e delle telecomunicazioni" (vedi pagina web).


 Progetto "Strumenti per professionisti e cittadini competenti" della Rete Veneta Competenze (RVC) con capofila l'Istituto Einaudi di Padova. Il progetto è concluso e l'accesso al portale consente di acquisire i risultati finali. 


PROGETTO  DI  ORIENTAMENTO - ORIENTAMENTO IN RETE

ORIENT FOR 9

 Il Progetto di Orientamento in Rete per il 2012 non è ancora operativo.

Documento "Evoluzione dei settori economici, fabbisogni professionali e correlate competenze" (dati elaborati dalla Provincia di Treviso)


ASTROLABIO

2010

 p e r  g i o v a n i  e  a d u l t i

per il miglioramento delle competenze e l'inserimento lavorativo. Per il 2011-2012 il progetto Astrolabio non è ancora attivo.

 

PROGETTO SILENO

Vedi  la presentazione del progetto  

             

Per ulteriori informazioni: 0422867525 (dr. Valter Giacomini - dr.ssa Silvia Grando) - 0422867511 (segreteria)


IL NETWORK VENETO DELLA FORMAZIONE

FICIAP VENETO

FORMA VENETO

SERVIZI PER IL LAVORO

 

Eures: Servizi europei per l'impiego

 


 

CENTRI PER L'IMPIEGO:

  
Città dei mestieri di Treviso




   PROVINCIA DI PORDENONE


          


       

Opportunità per valorizzare le esperienze lavorative degli over 45: Age Management


Ricerca di lavoro nel settore turistico-alberghiero: Associazione Albergatori Bibione - Associazione Albergatori Caorle


 Clicca le immagini 

  

  

  

  

   

   


OBLO' CUBE 2011-2012

Progetto OBLO' CUBE (vedi pagina web) - Promosso dall' ULSS 9  Consultorio Adolescenti

Premio per la comunicazione sociale agli allievi della Scuola Lepido Rocco di Motta di Livenza (vedi il video)

SCUOLA APERTA

Gli appuntamenti di Scuola Aperta 2011-2012 nelle sedi di Motta di Livenza, Pramaggiore, Caorle, Castelfranco Veneto si sono conclusi:

Puoi visionare:

il manifesto Scuola Aperta 2011-2012,

un allievo meccanico di Motta, un allievo cameriere di Caorle, un allievo cuoco di Pramaggiore, un'allieva cuoca di Pramaggiore

la brochure di presentazione dell'offerta formativa della Formazione Iniziale a qualifica e post-qualifica della Scuola Lepido Rocco

la brochure dell'offerta formativa dei CFP del settore turistico-alberghiero di Caorle e Pramaggiore.

Per visitare le nostre scuole puoi contattare le sedi di Motta di Livenza, di Pramaggiore, di Caorle, di Castelfranco Veneto.

Vieni a visitare le nostre strutture formative e acquisire utili informazioni per l'orientamento e la scelta scolastica dopo la terza media.

SERVIZI LAVORO

ATTIVITA' PER I LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE ED IN MOBILITA' "IN DEROGA" - ANNO 2012

Le attività di politica attiva del lavoro 2012 riguardanti i lavoratori in mobilità in deroga e in cassa integrazione in deroga sono iniziate con la proroga della DGR n. 650/2011: le prime segnalazioni dei Servizi Lavoro della Regione Veneto sono del 15 febbraio 2012. I lavoratori segnalati saranno di volta in volta contattati e convocati dagli operatori dei servizi lavoro dell'Associazione Lepido Rocco per l'avvio delle attività. Vedi il Portale dei Servizi Lavoro della Regione del VenetoPer saperne di più clicca qui (pagina web delle Politiche Attive del Lavoro della Regione del Veneto). 

Vedi la brochure delle doti lavoro 

Link ai Servizi Lavoro per la gestione delle doti.

Carta dei Servizi al Lavoro dell'Associazione Lepido Rocco

Per informazioni rivolgiti alla Scuola Lepido Rocco (Roberto Zanardo 0422867516).

CB Login

ULTIME NOTIZIE

AVVIO CORSI BREVI DI FORMAZIONE CONTINUA 

Lunedì 28 gennaio e martedì 29 gennaio 2013 alle ore 21,00 inizieranno due corsi di lingua tedesca di 25 ore ciascuno a Caorle presso la sede del CFP "Giovanni XXIII" in Via del Passarin, 15 (vedi pagina di Caorle).

Continuano le adesioni agli altri corsi brevi (30 ore) di Formazione Continua (vedi schede nel catalogo): Lingua inglese; Office Automation; Progettazione 3D (Inventor); PLC base; Impianti fotovoltaici, etc. Per  partecipare ai corsi brevi di Formazione Continua (FC) a finanziamento privato puoi andare al Catalogo Corsi - Iscrizioni, fare l' iscrizione online, o inviare un messaggio e-mail alla redazione@lepidorocco.com con il corso scelto ed i recapiti telefonici o e-mail, oppure scaricare la scheda di adesione, compilarla e inviarla via fax (0422863065) o consegnarla alle segreterie delle sedi della Scuola Lepido Rocco. I corsi saranno attivati al raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto (10). I prezzi dei corsi brevi di FC sono visibili in questo link. Di norma i corsi hanno uno svolgimento serale (18,30 - 20,30) per un paio di lezioni alla settimana. Nell'incontro di coordinamento che precede l'avvio dei corsi i partecipanti e l'insegnante concorderanno il calendario delle lezioni  ed il programma.


 CORSO OSS "OPERATORE SOCIO-SANITARIO"

Con Delibera della Giunta Regionale del Veneto n. 2899 del 28/12/2012 è stata approvata la sospensione di 12 mesi dell'emanazione del nuovo Avviso Pubblico (Bando) per la presentazione di progetti formativi per OSS. Nella delibera è stato altresì precisato che la Direzione Regionale dei Servizi Sociali avvierà una ricognizione dei fabbisogni professionali su base locale. Pertanto, nel 2013 non uscirà alcun bando per la realizzazione dei corsi OSS. La Scuola Lepido Rocco comunque continuerà ad accogliere domande di pre-iscrizioni al probabile corso OSS che sarà attivato nel 2014. Se sei interessato puoi scaricare, compilare ed inviare via fax al n. 0422863065 o presentare alle segreterie delle sedi di Motta di Livenza, Pramaggiore, Caorle il Modulo di domanda di preiscrizione al corso OSS 2014. Per informazioni sulla figura professionale OSS clicca qui o vedi la LR 20/2001Per altre informazioni puoi telefonare ai nn. 0422867516 (R. Zanardo - e-mail r.zanardo@lepidorocco.com) - 0421799258 (M. Magoga e-mail m.magoga@lepidorocco.com).

EVENTI

MESCOLANZE IN PENTOLA

Il 27 aprile 2012 presso la Mostra Nazionale dei Vini di Pramaggiore gli allievi del terzo anno del CFP Turistico Alberghiero di Pramaggiore hanno presentato il Progetto "Mescolanze in pentola" (vedi i testi) (vedi la presentazione degli allievi). 


PROGETTO YOUNG REPORTER

5 allievi della Scuola Lepido Rocco hanno partecipato al progetto Young Reporter che vede la collaborazione della Provincia di Treviso e di Rete Veneta. Sono stati realizzati dei filamati che verranno trasmessi nei TG di Rete Veneta (Vedi pagine su Facebook e Youtube).


E INTANTO PEDALO

Si è svolta il 17 febbraio 2012 la giornata  "M'illumino di meno" per la sensibilizzazione al consumo consapevole

Giornata del risparmio energetico a Motta di Livenza in Piazza Luzzatti.

Vai alla pagina web "e intanto pedalo.it" 2012.

organizzato dalla Scuola Lepido Rocco.

WEB

Six Billion Others - Sei Miliardi di Altri


Nel 2003, dopo La Terra vista dal Cielo, Yann Arthus-Bertrand, con Sybille d’Orgeval e Baptiste Rouget-Luchaire, ha lanciato il progetto “6 billion others”.Oltre cinquemila interviste filmate in 75 paesi da 6 registi che sono andati in cerca degli Altri.

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